sicurezza

In quasi un quarto di secolo di attività le domande che mi sono state rivolte sono sostanzialmente due:

“è pericoloso volare in deltaplano e parapendio?        Quanta sicurezza c’è nel farlo? 

La risposta, naturalmente, non può essere solamente contenuta in un sì  o un no, oppure in un tot. da uno a dieci So che nell’immaginario collettivo la pratica di questa disciplina è considerata ad esclusivo appannaggio di pochi “fuori di testa” che non avrebbero altro di meglio da fare che giocare con la propria vita  come alla roulette russa. 

47898_506209986056381_1425727761_nEbbene non è così. Vero è che ai profani il vedere  qualcuno appeso a un pezzo di nylon a centinaia, se non a migliaia, di metri da terra ingenera   una sensazione di terrore: ”neanche per tutto l’oro del mondo farei una cosa simile“, sono soliti esclamare, mal celando sentimenti quasi di disprezzo per chi, secondo loro, disprezza la vita. Voglio precisare che quel pezzo di nylon è il frutto delle più avanzate tecnologie in campo aeronautico e aerospaziale, e il qualcuno appeso sotto, oltre a nutrire una viscerale passione per il sogno più ancestrale dell’uomo e  a tanta voglia di vivere, forse molta di più dei suoi detrattori “terrestri”, possiede una preparazione teorico-pratica adeguata; frutto di studi approfonditi e pratiche frequenti, anche  fronteggiando situazioni molto impegnative, al fine di conseguire l’agognato attestato. Per questo oggi  la sicurezza nel volo libero ha raggiunto livelli così alti tale d’avere la stessa, se non inferiore, pericolosità intrinseca di molte altre comuni attività sportive praticate all’aria aperta. Purtroppo, molto spesso, le cronache  hanno messo in cattiva luce la pratica del volo libero: colpa di certa stampa non specializzata mirante molto più ai sensazionalismi che all’analisi reale dei fatti. Questi apparecchi, come fanno intendere i media, non cadono sic et  simpliciter, se così fosse mi  sarei astenuto dallo scrivere queste righe e soprattutto “dall’appendermi” sotto ad essi. 

m-cammIl deltaplano e il  parapendio sono stati concepiti per volare in sicurezza solo in  determinate condizioni  meteo-morfologiche, e quando succede un inconveniente di volo è perché non  sono state rispettate quelle poche regole dettate dalle leggi della fisica e soprattutto dal buon senso, che deve essere parecchio spiccato in chi ha deciso di andare a spasso tra le nuvole. Quindi non è pericoloso il mezzo ma la condotta del suo pilota. 

La mente umana, ancora oggi in tempi di “software”, risulta il miglior strumento per la sicurezza nel volo, a patto che la si sappia usare naturalmente. Alcuni sono soliti asserire  che la sicurezza sta nel non volare; altri ritengono che la fortuna  sia la componete essenziale per non avere inconvenienti. Naturalmente sono assunti non condivisibili, peraltro destituiti di ogni fondamento. Esiste però una ragionevole via di mezzo che consiste nell’elaborare dei fattori in base a considerazioni sul rapporto tra risorse disponibili edifficoltà dei compiti. È molto importate che  il rapporto fattoriale  sia  numericamente favorevole per le risorse. Qualora questo rapporto dovesse eguagliarsi o addirittura essere sfavorevole, ecco che nel primo caso, al  manifestarsi di un problema, la situazione  potrebbe tendere verso l’ingovernabilità, e nel secondo sarebbe come   affidarsi veramente alla fortuna. 

Allora, mi si potrebbe chiedere: “quali sono questi fattori a cui il pilota si affida per volare sempre in sicurezza? 576813_3754024183245_1719756911_n

Prima di tutto la sua capacità, poi lo stato dell’attrezzatura e  infine il tipo diala (risorse disponibili), che  devono essere adeguate ad affrontare le difficoltà che il compito presenta, quali: le condizioni meteo-morfologicheil traffico in ariae la situazione operativa (difficoltà dei compiti). Questo principio vale per tutti: piloti di linea, piloti militari e piloti sportivi. Per quanto poi riguarda il  volo libero mi preme sottolineare che, non avendo motore, il pilota non si troverà mai nella condizione di fronteggiare un’avaria tecnica: spesso causa di grossi dispiaceri…ben che vada. Concludendo, anche a rischio di essere ripetitivo, la vera sicurezza nel volo  va intesa come possibilità di controllare efficacemente e in modo continuo il valore del rapporto risorse/difficoltà, in qualsiasi operazione per normale che essa appaia.

Bruna Catania (pilota VDS)

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